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Pescare per mangiare… e per sopravvivere alle vacanze

Il traghetto era salpato da un pezzo e la tenda era sulla spiaggia con tutti i bagagli. Il sole era forte e l’aria sulfurea, mi ero trovato un angolo di paradiso d’ombra, sotto una palma a Porto Levante, mentre gustavo una granita alle mandorle fissando l’orizzonte delle Isole Eolie con la mia moto di fianco.

Sembra quasi paradossale cercare un attimo di relax quando si è gia in vacanza, probabilmente no, quando sei in giro da solo da ormai 35 giorni con la tua moto ed hai guidato molte ore sotto il sole cocente.

L’Isola di Vulcano, un’isola sognante, palindroma, un binomio di acqua e fuoco che convivono insieme dalla storia dei tempi; un luogo di cui sono veramente innamorato. Tenda in spiaggia e canna da pesca alla mano, una combinazione perfetta per una vacanza coi fiocchi.

Vetrino, terminale e coreano e non tardarono ad arrivare i primi pesci di mezz’acqua, esattamente come i mojiti al pomeriggio, i giri in moto tra itinerari sterrati e gli arancini la sera.

I giorni trascorrevano ed anche senza spender troppi soldi, i contanti finirono e quando una sera ho tentato un prelievo allo sportello, la risposta è stata negativa. Avevo riprovato più e più volte, visto che avevo scoperto che la mia carta non era abilitata sull’isola e quello era l’unico sportello presente sull’isola.

dove cazzo sono a Guadalupe?

Frugando nella tenda con po’ d’ansia avevo trovato un paio di arancini, una bottiglia d’acqua e poi e poi basta. Si capisce il valore delle cose solo quando le perdiamo. E si comprende il valore dei soldi solo quando ne restiamo senza. Troviamo difficoltà nel vivere ogni piccolo momento ed è proprio in questi attimi che cominci a sentire l’avventura dentro di te.

In fondo non era male avere 19 anni e ritrovarsi da solo sull’isola, la mattinata era dedicata alla pesca esattamente come il tardo pomeriggio; aguglie, occhiate, leccie stelle non mancavano, esattamente come il divertimento e l’euforia di dover pescare per mangiare.

Qualche amicizia fatta sul posto mi portava una birra Messina (lì si beve quella) per coronare il barbeque della sera, addirittura una sera sono stato ospite in un piccolo resort di un signore a cui stavo particolarmente simpatico.

Alla fine queste esperienze non sono male, impari a cavartela e sono momenti che ti senti veramente vivo e quando sono ritornato sulla terra ferma non ero nemmeno troppo triste all’idea che avevo ancora 2 settimane per stare in viaggio.

Quando resti senza soldi su’isola da sognocon in mano solo il biglietto di rientro e poca voglia di rientrare e cominci a pescare e fare grigliate in spiaggia ( amo questo video )

Posted by Federico Sambruni on Domenica 29 novembre 2015

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