Il blog della pesca

Anche la FIPO si scaglia contro la pesca di frodo

Pieno, incondizionato e costante sostegno alla Pubblica amministrazione e alle Forze dell’ordine impegnate nella lotta alla pesca di frodo, in particolare nelle acque interne dell’area compresa tra Ferrara e Rovigo

Con queste parole Ciro Esposito, presidente della Federazione Italiana Produttori Operatori articoli pesca sportiva (FIPO) ha espresso la posizione della federazione in matera di pesca di frodo e interventi per cercare di arginare questa piaga oramai sotto gli occi di tutti. Al centro del dibattito c’è la pesca illegale praticata con attrezzi di uso professionale nella zona del Po tra l’Emilia-Romagna e il Veneto. Luoghi finiti fin troppe volte nei notiziari per interventi contro i pescatori di frodo. Luoghi in cui i normali cittadini sono stanchi di vedere i proprio fiumi depredati di un patrimonio nazionale e si organizzano autonomamente per cercare di sorvegliare i fiumi.

La Fipo condanna nettamente e senza esitazioni il fenomeno criminale della pesca di frodo, che in particolare nelle acque interne di Ferrara e Rovigo sta depauperando la popolazione ittica, con grave danno per i pescatori, gli appassionati e le aziende.

Come associazione del settore e come aziende singole non abbiamo facoltà di partecipare alle iniziative di contrasto del bracconaggio, che sconfinano in azioni di criminalità e che naturalmente debbono essere perseguite dagli organi giudiziari. Possiamo però far sentire la nostra vicinanza alle Forze dell’ordine che quotidianamente vigilano sulle rive dei numerosi corsi d’acqua, nonché alla Pubblica amministrazione che coordina i loro interventi.

E possiamo sensibilizzare il mondo politico a prendere maggiormente in considerazione il problema, cosa che stiamo cercando di concretizzare con la richiesta di un’audizione alla Commissione agricoltura della Camera: in quella sede istituzionale chiederemo al Parlamento di legiferare per perseguire penalmente chi pesca di frodo nelle acque dolci, con il sequestro definitivo delle attrezzature nonché dei veicoli e delle imbarcazioni dei bracconieri.

Il presidente poi applaude alle iniziative messe in atto dalle associazioni e dalle aziende di settore come quella messa in atto dalla Tubertini l’anno scorso lo scorso anno in occasione del Campionato italiano individuale di feeder per esempio: una campagna d’informazione intitolata “Stop alla pesca di frodo” a Ostellato, uno tra i luoghi più colpiti dal bracconaggio.

Iniziative di questo tipo, le uniche che come aziende del settore possiamo mettere in atto e che vogliamo incrementare tra i nostri associati, hanno il pregio di accendere i riflettori sull’illegalità che aumenta a dismisura nelle acque dolci. Riteniamo infatti che promuovere la cultura della legalità e denunciare alle Forze dell’ordine i bracconieri, siano gli strumenti più efficaci per contrastare la pesca illegale

Fonte:

Tubertini Feeder

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