Il blog della pesca

Il fumetto che ha mobilitato la francia contro la pesca a strascico

Il fumetto contro la pesca a strascico

Quando Pénélope Bagieu, autrice del blog Ma vie est tout à fait fascinante, una disegnatrice che di solito si occupa della vita dei trentenni, ha deciso di fare un fumetto per spiegare i danni prodotti dalla pesca a strascico di profondità, non pensava che il suo “Prends cinq minutes, et signe, copain” si trasformasse in un successo che ha reso appassionante un argomento troppo spesso passato inosservato. Invece, la Bagieu ha fatto conoscere a centinaia di migliaia di francesi fino a che punto questa tecnica di pesca sia una catastrofe ecologica.

Nel suo fumetto Pénélope Bagieu spiega che la Francia sta nicchiando su un progetto di legge della Commissione europea che punta a vietare questo tipo di pesca. Per questo con il fumetto ha chiesto la mobilitazione sui social network, ma il successo è stato così grande che il server che ospitava la petizione contro la pesca a strascico di profondità è saltato.

Il nostro  server è abituato a ricevere un centinaio di connessioni al giorno. Ne abbiamo avuto centinaia di migliaia dopo la pubblicazione della BD. È il traffico di una grossa industria

Un problema che anche noi del Il blog della pesca abbiamo sperimentato qualche mese fa, durante la pubblicazione della petizione per fermare la pesca professionale a Ferrara.

La Bagieu ha poi spiegato a Rue89:

Ho scoperto questo argomento durante una conferenza TEDxParis nella primavera dell’anno scorso. Ho ascoltato Claire Nouvian [fondatrice dell’associazione Bloom, creata per sensibilizzare sui danni della pesca profonda, ndr] e ne sono stata conquistata, come tutti nella sala. Mi sono alzata per applaudire. Alla fine ci siamo incontrare e le ho detto che c’erano alter cose da fare per trattare l’argomento. Le ho detto di non scordarsi Internet. E la BD, che è un magnifico cavallo di Troia. Spero che questo continui a convincere della gente.

Questo fumetto è stato un grande esempio di cosa possa fare un piano comunicativo nuovo e accattivante per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, anche su argomenti che troppo spesso passano inosservati.

Fonte:

Green Report

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