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Sub morto nel lago d’Iseo per colpa di una rete da pesca abusiva

LagoIseo

Lo scorso 3 Gennaio a Tavernola Bergamasca è morto un sub rimasto bloccato sott’acqua nel lago d’Iseo. La colpa di questa tragica morte sarebbe da imputare a una rete da pesca abusiva non correttamente segnalata.

A quasi uan settimana di distanza dalla tragedia continua la caccia da parte dei carabinieri per risalire a chi ha gettato la rete da pesca abusiva in cui è rimasto impigliato Lorenzo Canini, questo il nome il sub di 39 anni.

Ci sono ancora molti aspetti che devono essere chiariti come, ad esempio, quelle voci che circolano tra i pescatori del Sebino subito dopo la morte di Lorenzo Canini e che parlano di pescatori di frodo proprio nella zona del lago dove è avvenuta la disgrazia.

La pesca abusiva sul Lago d’Iseo è certamente una piaga molto grave: Solo lo scorso anno gli agenti della polizia provinciale di Bergamo hanno recuperato quattro reti abusive molto simili, senza contare quelle mai trovate, perché chi pesca di frodo le reti le getta la notte e poi al mattino le tira su per non farsi individuare.

Questa tragedia rissoleva inoltre il tema della sicurezza sul lago d’Iseo, a due anni dalla soppressione della motovedetta dei carabinieri. Dario Ballotta, presidente di Legambiente del Basso Sebino commenta così l’accaduto:

La pesca di frodo si è sviluppata a tal punto da rendere le reti una vera e propria trappola per le attività dei sub. I sindaci del lago, anzichè puntare su nuove opere faraoniche, inutili e costosi porti e approdi che compromettono la bellezza del paesaggio devono farsi promotori di un percorso di ritorno alla legalità, a partire dalla richiesta della motovedetta dei carabinieri. Aver lasciato il controllo del lago in mano a associazioni “dopolavoristiche” per la sola stagione estiva dimostra che l’agenda delle priorità dei comuni e delle comunità montane delle due sponde è tutta da rifare

Fonte:

Il Giorno

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