Il blog della pesca

Roberto Ripamonti, l’Emilia Romagna e le carpe alloctone

Dalle pagine di Carponline Roberto Ripamonti, noto volto della pesca sportiva italiana, famoso come Profishionals per il suo programma Emozione Carpfishing sul canale Pesca della piattaforma Sky, fa sapere la sua sulla questione carpe alloctone che, partendo dall’Emilia Romagna ha inondato l’intera penisola.

Fino ad oggi noi de Il blog della pesca non abbiamo voluto dare molto spazio a questa vicenda, in primo luogo perchè le voci che si rincorrevano sui social network (unico media su cui si è sentito parlare della cosa) continuavano a smentirsi e in pochi giorni si è assistito a una vera propria esplosione di rabbia sociale del mondo della pesca che sta ancora avendo i suoi strascichi.

In secondo luogo perchè questa rabbia stava davvero raggiungendo livelli pericolosi.

Quindi, per non rischiare di dare notizie false o mezze verità, che avrebbero soltanto fatto aumentare la confusione che serpeggia tra i pescatori, abbiamo aspettato di avere fonti certe da cui poter prendere spunto e finalmente inziano a spuntare.

Roberto Ripamonti parla della legge che renderebbe le carpe alloctone in Emilia Romagna

Ripamonti inizia subito con una precisazione:

Il regolamento regionale che tra le altre voci inserisce anche la carpa tra le specie non autoctone NON è stato approvato poiché non sussitono le condizioni per farlo.

Lo Statuto Regionale ER prevede infatti che la definitiva approvazione della Giunta regionale debba prima essere sottoposta alla Commissione Consiliare e quindi alla Assemblea Legislativa Regionale per ottenere un parere di conformità alla legge regionale.

Nella giornata di domani è prevedibile che il Governatore Errani si dimetta a seguito dei noti fatti che lo riguardano (condannato per falso ideologico nell’ambito del processo Terremerse ndr.) e da cui si deve difendere per cui, automaticamente decadono la Giunta,le Commissioni e l’Assemblea legislativa.

Le carpe emiliane sono quindi salve per ora, ma solo per quello che possiamo definire un vizio di forma o un caso, come ci ricorda Ripamonti, e che è ancora presto per cantare vittoria

La carpa, erroneamente o meno, è inserita tra le specie non autoctone e sarà assolutamente necessario lavorare prima che si ricreino le condizioni per convalidare e rendere operativo qusto regolamento che troverebbe comunque una forte opposizione per via delle sentenze della Corte Costituzionale sulla legittimità della classificazione operata da una Regione.

Bisogna che i pescatori sportivi TUTTI inizino quindi seriamente a lavorare insieme per cercare di correre ai ripari nel tentativo di salvaguardare il patrimonio ittico italiano (TUTTO).

Come diceva una delle persona ingiustamente coinvolte in questa vicenda; ora è il momento di riunire gli Stati generali della pesca (io lo chiamavo Direttorio 12 anni fa…) e modificare il mostro per creare un regolamento che non penalizzi e non faccia saltare equilibri che devono essere mantenuti tra le varie fazioni.

Andare a toccara un pesce come la carpa ha ovviamente scatenato la rabbia di moltissimi pescatori che si sono ritrovati, da un giorno con l’altro, sullo stesso piano di altri pescatori che difendevano altre specie (e che fino al giorno prima loro stessi avevano combattuto). Sono queste le “fazioni” a cui Ripamonti fa riferimento. Occore smetterla con queste “diatribe intestine” al mondo della pesca sportiva e muoversi per cercare di salvare il salvabile!

Già sulle nostre pagina Giuseppe Scigliano aveva lanciato una provocazione atta a cercare di smuovere le coscienze dei pescatori, sul web qualcosa inizia a muoversi. Noi faremo il possibile per tenervi informati.

Ora tocca alla pesca far sentire le proprie ragioni, il resto è solo propaganda.

Fonte:

Carponline

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