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Pesca a casting: 5 motivi per usare le canne da casting

Negli ultimi anni è innegabile che la pesca a casting sia letteralmente esplosa tra i pescatori con le esche artificiali italiani. Eppure esistono ancora gli irriducibili della pesca a spinning che sono restii a lasciare a casa per una volta i loro mulinelli da spinning e a tentare un paio di uscite con i mulinelli a bobina rotante (i mulinelli da casting).

Abbiamo già parlato dell’argomento spinning vs casting in passato ma pare che la rivalità tra queste due diverse attrezzatura da pesca continui a far discutire molti pescatori. Da tempo contino a chiedermi il perchè molti pescatori restino così ostili a sperimentare nuove attrezzature.

Forse hanno paura di finire per innamorarsi della pesca a casting, oppure hanno paura di fare figuracce con i compagni, chi lo sa… Fatto sta che se siete tra questi irriducibili della bobina fissa e non volete neppure prendere in mano una canna da casting questo articolo è per voi!

5 ottimi motivi per provare la pesca a casting

  1. La sensibilità dei mulinelli da casting: Molti pensano che sia la canna da pesca a dare sensibilità durante il recupero, e certamente non si sbagliano! Una “canna sorda” attutisce qualsiasi vibrazione che la nostra esca artificiale produce e non fa arrivare alcuna sensazione alla nostra mano. Ma nonostante la canna sia un elemento essenziale nell’equazione della sensibilità ci sono almeno altri due elementi che non possiamo trascurare:
    • Il filo, che è l’unica linea di contatto tra la canna da pesca e la nostra esca artificiale. Purtroppo, o per fortuna, non hanno ancora inventato le esche wireless, per cui dovrete scegliere anche un buon filo da pesca.
    • Il mulinello, pensateci un momento: un pesce che attacca la nostra esca produce una vibrazione, questa vibrazione risale il nostro filo e arriva al cimino della nostra canna da pesca; qui passa per l’anellatura della canna e arriva diretta al mulinello dove poi si dissiperà. Chiaro? Secondo voi è più sensibile un mulinello da casting, in cui aveta la mano avvolta attorno al corpo e alla bobina oppure un mulinello da spinning, in cui la bobina è distante dalla vosta mano e il filo fa molte più torsioni e rigiri per arrivarci?
  2. L’usura dei fili: Potete dire quello che volete però i mulinelli da spinning fanno fare al filo delle torsioni innaturali. Queste torsioni oltre a usurare il filo con lo sfregamento, sono anche la causa di quelle odiose e fastidiose spire che ci fanno imparruccare i fili.
    Se poi usate fili da pesca di grande dimensioni l’usura sarà ancora più evidente e ancora più rapida, ma soprattutto più costosa.
  3. Il mulinello da casting ci obbliga a restare concentrati: Altrimenti ad ogni lancio facciamo una parrucca. E che vantaggio è? direte voi. E invece è un grande vantaggio. Non so voi ma quando vado a pesca mi piace prendere pesce, e per prendere pesce bisogna sapere cosa si sta facendo: Individuare una possibile strike zone, lanciarci dentro, recuperare l’esca in un certo modo e riuscire a interpretare le vibrazioni che ci arrivano dall’altro capo del filo (e poi ci vuole anche un pizzico di fortuna). Per riuscire a fare tutte queste cose ci vuole concentrazione. E poi se vi concentrate sulla pesca non penserete ad altro e potrete distrarvi dai problemi quotidiani, la pesca a casting è anche rilassante quindi.
  4. La precisione del lancio con l’attrezzatura da casting: Con il mulinello da casting siamo obbligati a curare, con la pressione del pollice sulla bobina, ogni singola fase del lancio. Una volta guadagnata un minimo di esperienza ci accorgeremo di poter “giocare” con i freni, aprendoli sempre di più e di poter raggiungere distanza considerevoli, ma soprattutto di riuscire a far arrivare l’esca esattamente dove vogliamo. Già lo sento il polemico che dice:

    Eh ma io con la canna da spinning non sbaglio un lancio lo stesso! Gne gne…

    Allora sei bravo! No sul serio, riflettiamo: pescando a spinning, blocco il filo con il dito, apro l’archetto del mulinello a bobina fissa, carico il lancio e poi sparo la mia esca. Il massimo del controllo che posso dare al lancio una volta che l’esca è in aria è quello di piazzare un dito sulla bobina e bloccare la fuoriuscita del filo immediatamente. Provate a farlo con un lancio bello forte, magari con un’esca bella pesante e con del nylon in bobina. Se vi va bene l’esca vi torna indietro da dove l’avete bloccata di un buon due metri, se vi va male avrete addobbato qualche albero o qualche fondale con la vostra esca.
    Con i mulinelli da casting invece dopo che l’esca ha iniziato la sua corsa voi potete dovete controllare la fuoriuscita del filo con una semplice pressione del pollice. Non premuto la bobina è libera di girare (occhio alle parrucche), leggera pressione farete un lancio più corto ma potrete scegliere voi di quanto, pressione forte il lancio si blocca sul posto. Dunque caro il mio polemico: Chi è più preciso?

  5. La quantità dei lanci conta!: Se mettessimo affianco un pescatore a spinning e uno che pesca a casting e gli ordinassimo di fare il maggior numero di lanci nel minor tempo possibile sono sicuro che vincerebbe il pescatore che usa il mulinello a bobina rotante.
    Perchè? Semplice, lui deve solo schiacciare un bottoncino e può lanciare, mentre il pescatore a spinning deve bloccare il filo e aprire l’archetto. Questione di secondi direte voi. Beh io dico che su una pescata di 8 ore, magari in gara, quei secondi iniziano a diventare minuti e si sa che l’esca prende quando sta in acqua!

Allora vi ho convinto a cimentarvi con la pesca a casting? Non siete ancora convinti e avete qualche dubbio? Fatemelo sapere e vediamo di fugarli insieme 😉

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