Il blog della pesca

Il primo black bass non si scorda mai

Alcune delle pescate migliori le ho fatte in solitaria. Sembrerà strano, ma per anni non sono mai andato a pescare, nonostante mi piacesse molto, perchè non avevo un compagno adatto. Ora invece, adoro certe pescatine solitarie.

Quella sera, ad esempio, ero rientrato dall’ufficio ad un orario decente. Di stare a casa non ne avevo molta voglia. Così, vista la splendida serata primaverile, misi in macchina la canna da spinning, il guadino, la borsa con gli artificiali e andai in una delle molte cave abbandonate che ci sono nei pressi della mia zona. Non che avessi grosse pretese, mi bruciavano ancora le ultime uscite fallimentari, ma volevo passare un paio d’ore di relax e magari rifarmi su quello spot che era stato così avaro quell’anno.

Arrivato sul posto non mi sembrò vero che la cava fosse completamente vuota. Nessuno pescava, nessuno parlava, niente. Solo io, l’acqua, la mia canna e i pesci (anche qualche papera fastidiosa se vogliamo essere precisi). Montai l’attrezzatura e cominciai a pescare. La serata era stupenda, in cielo non c’era una nuvola e soffiava un venticello fastidioso per i miei lanci, ma fantastico completamento di quel quadretto.

Dopo i primi lanci un po’ spaesati tra la scelta dell’artificiale più adatto e dello spot migliore (non capita tutti i giorni di avere una intera cava tutta per se), entrai in pesca e cominciai a cercare i pesci, non ricordo esattamente a cosa stessi puntando. Mi spostavo, cambiavo artificiale passando dai rotanti agli ondulati per raggiungere distanze maggiori, provai un paio di Rapala ma niente. Le bollate sul laghetto scarseggiavano e le poche che si vedevano erano in posti irraggiungibili e facevano venire l’acquolina in bocca per le taglie che evidenziavano.

Intanto la luce diminuiva e cominciava a farsi strada il fantasma del cappotto. Non che non ci fossi abitato o che non me l’aspettassi, ma mi è sempre seccato tornare a casa senza avere avuto neppure una tocca. Se non altro per avere qualche informazione sulla quale rimuginare per le prossime uscite.

Ad un certo punto notai che le bollate si facevano più frequenti anche se sempre in punti impensabili da raggiungere allora decisi di cambiare andando a cercare i pesci più a galla. Dopo un paio di lanci sentii la tocca decisa, ferrai e cominciai a recuperare. Notai subito che la misura del pesce non fosse proprio delle più contenute, ma si comportava in maniera strana. Lo sentivo mansueto ma deciso a puntare verso il fondo. Fu una sensazione molto particolare, mi accorsi che era diverso da qualsiasi altro predatore mi fosse capitato di avere in canna.

Una volta portato sotto riva mi accorsi di aver allamato un black bass, il mio primo boccalone. Presi il guadino e portai la mia preda fuori dall’acqua. A dirla tutta ero vagamente dubbioso su come comportarmi con quel pesce. Gli unici che avevo visto erano ritratti su qualche rivista o in qualche bella foto in rete.

Sapevo di doverlo accalappiare per la mandibola e tenerlo in verticale. Ma in quel momento sinceramente non ci pensai su molto, ero emozionato come un bambino. Decisi che onde evitare danni sarebbe stato meglio maneggiarlo il meno possibile, scattai rapidamente un paio di foto ricordo, anche perchè la luce stava diminuendo molto rapidamente, slamai il boccalone e lo pesai approssimativamente. Ricordo che pensai che doveva avvicinarsi ad un paio di kg scarsi. In realtà riguardando la foto oggi mi rendo conto che probabilmente doveva si e no raggiungere il kilo e mezzo. Comunque una cattura di tutto rispetto per un principiante al suo primo pesce.

Peccato non avere avuto una bilancia e una macchina fotografica decente per l’auotoscatto di rito, mi sarebbe piaciuto avere queste informazioni riguardanti il mio promo black bass. Mi ripromisi che mi sarei attrezzato meglio per i prossimi mentre liberavo la preda che si allontanò lentamente. Feci ancora un paio di lanci galvanizzato dalla cattura ma oramai la luce era minima; decisi di chiudere il tutto e tornare a casa.

Quella sera iniziò per me la passione/ossessione per questo fantastico predatore, una passione che brucia ancora adesso e che anche dopo molti altri pesci non accenna a diminuire.

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