Il blog della pesca

La prova di Deeper lo smart fishfinder

Di Deeper ne avevamo già parlato, l’interessante accessorio per smartphone che ci consente di trasformare il nostro cellullare in un ecoscandaglio con la funzione di fishfinder.

Da qualche settimana Deeper è disponibile anche per l’Italia, ha già cominciato ad apparire su alcuni dei maggiori e-commerce dedicati al mondo della pesca. E noi de Il blog della pesca abbiamo avuto il piacere di averlo tra le mani per una intera sessione di pesca.

La confezione si presenta bene, il packaging è molto curato e anche le istruzioni sono chiare (istruzioni anche in italiano). Ci ha lasciati un attimo lasciato perplessi la mancanza di un tasto di accensione e spegnimento, almeno fino a quando non ci siamo accorti che lo strumento si accende automaticamente una volta in acqua.

Inoltre abbiamo molto apprezzato la presenza di un caricatore da auto, che ci permette di ricaricare Deeper con la presa dell’accendisigari.

Nella confezione sono presenti inoltre tre viti che ci permettono di legare il Deeper alla nostra canna in diverse posizioni, in modo da poter variare la modalità di lettura in base al recupero che faremo.

Il sync con il cellulare, che avviene tramite connessione bluetooth è certamente il punto critico di tutto il passaggio. Abbiamo perso un po di tempo per riuscire a capire come collegare i due dispositivi. Da segnalare che in un paio di occasioni è stato necessario far ricollegare da capo Deeper allo smartphone dopo che si era perso il segnale.

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Deeper in pesca

Una volta arrivati in pesca si è presentata subito un’altra complicazione: la canna da pesca. Infatti deeper per quanto sia uno strumento dalle dimensioni abbastanza contenute, si porta dietro i suoi 100 grammi di peso. Un peso non indifferente se si pensa che andrà lanciato con una canna da pesca al pari di una qualsiasi esca, e magari con qualche sicurezza in più!

Noi abbiamo optato per utilizzare una canna da spinning per la pesca al siluro con un casting weight fino a 150 grammi, con del buon trecciato dello 0.35. La sicurezza non è mai troppa quando si lanciano oggettini di questo tipo.

Abbiamo apprezzato fin da subito l’interfaccia grafica dell’applicazione scaricabile gratuitamente sia dal Play Store Android che dal App Store Apple. Le informazioni che abbiamo trovato più utili e veritiere sono quelle che riguardo la temperatura dell’acqua e alla profondità. La funzione di fishfinder invece non ci ha entusiasmato, ci ha effettivamente mostrato dei pesci in posizioni abbastanza credibili, però non è certamente questa la funzione che più interessa a un pescatore.

La lettura del fondale invece ci ha deluso. Deeper è in grado di mostrarci senza alcun problema la conformazione del fondale facendoci vedere senza problemi buche e gradini abbastanza chiaramente, ma non è capace di farci capire come siano composti ostacoli e piante.

Banalmente se noi incontrassimo un erbaio molto fitto deeper potrebbe mostrarcelo nello stesso modo in cui ci mostrerebbe un vero e proprio gradino.

EDIT 19/12/2013 : Il distributori italiano del prodotto ci ha fatto sapere che il problema relativo alla lettura del fondale è già noto al team di sviluppo e prevedono di rilasciare un fix software alle applicazioni mobile per la prima settimana di gennaio 2014

Abbiamo invece apprezzato come la durata della batteria non sia un problema. Infatti sia la batteria del Deeper che la batteria del nostro cellulare (per il test sono stati utilizzati un Samsung Galaxy S2 e un LG Nexus 4) hanno retto tranquillamente ad una sessione di pesca di circa tre ore, in cui Deeper è stato provato a più riprese. Sicuramente il fatto che lo strumento vada in stand by automatico una volta uscito dall’acqua ne favorisce la durata della batteria e ci risparmia la noia di doverlo ogni volta spegnere e riaccendere.

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Conclusioni

Trovo che nonostante alcune noti dolenti, Deeper sia uno strumento molto interessante e che può aiutare molti pescatori. Lo vedo bene per un utilizzo molto light, ad esempio pescando al piede o da belly boat permettendoci di avere un’idea di massima della conformazione del fondale senza doverci portare dietro ingombranti apparecchiature.

Il prezzo purtroppo non è la sua arma vincente, infatti pur non utilizzando apparecchiature come schermi separati come gli ecoscandagli portatili il prezzo è comunque in linea con il resto della categoria. Si paga un po lo studio che c’è dietro questa nuova tecnologia e che in futuro potrebbe portarci a splendide sorprese.

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