Il blog della pesca

Chi ha detto che pescando finesse si prendono solo pesci piccoli?

La frega qui dalle nostre parti è passata, e a dire il vero è stata parecchio breve. Questa primavera è stata molto particolare, ci sono stati repentini cambi di clima passando, in pochissimi giorni, dal freddo invernale al caldo quasi torrido e poi nuovamente al freddo. Ovviamente questa stagione così “pazzerella” non aiuta sicuramente i pescatori di black bass, almeno non i più inesperti.

Settimana scorsa siamo stati in pesca per una uscita di bass fishing dal piede in uno dei nostri soliti spot, più per fare due lanci serali post lavoro e per vedere se la frega fosse già finita o meno.

Arrivati sullo spot abbiamo trovato acqua altissima, addirittura a coprire quello che prima era un comodo punto su cui camminare. Siamo rimasti letteralmente a bocca aperto a vedere certi “bestioni” passare nel sottoriva con indifferenza. Inoltre, grazie all’acqua quasi trasparente, riuscivamo a vedere benissimo fino al fondale.

La frega era evidentemente finita, i nidi che si vedevano sul fondale erano ormai stati abbandonati. Pronti via abbiamo lanciato i nostri artificiali nel tentativo di smuovere qualche bel pesce. Ho notato subito che i bass erano poco propensi a rispondere alle nostre esche di reazione (crank) ed erano anche poco propensi a seguire delle esche che affondavano troppo velocemente (come ad esempio i jig).

Sembrava che fossero più interessati a colonizzare quelle nuove cover che l’aumento dell’acqua aveva creato. La soluzione è stata immediata: finesse. Presa la canna da spinning e innescato un worm di colore verde naturale a wacky e comincio a passeggiare su e giù per la sponda.

Dopo i primi avvistamenti mi rendo subito conto che l’effetto sorpresa sarebbe potuto risultare fondamentale, infatti ho trovato bass molto smaliziati e che diffidavano di una imitazione troppo forzata o rumorosa.

Inizio a fare lanci più distanti senza avvicinarmi eccessivamente al pesce, così mentre mi sto concentrando un bass di taglia media, dalla vicinacover esce un big che ingoia la mia esca senza problemi.

Ricordo che la prima impressione che ho avuto ferrando il pesce è stata quella di aver ferrato un ostacolo sommerso. Solo dopo i primi brevissimi istanti è iniziata la lotta.

Il combattimento è stato veloce ma intenso, dopotutto non era poi così lontano dalla riva, e poi avevo il terrore che si fiondasse nuovamente nella cover da cui era uscito. il mio piccolo 7 lb non mi avrebbe sicuramente concesso il lusso di un simile errore.

Slamo il pesce, foto di rito, e continuo la mia passeggiata sulla riva. Intano il mio socio di pesca allama un altro big che gli sfugge. A suo dire era decisamente più grande della mia cattura. Ci credo poco ma va bene così, dopotutto io il mio l’ho portato a riva.

Mentre discutiamo sulla sua perdita vedo un altro big infilarsi sotto un tronco sommerso, quindi lancio il mio worm oltre il tronco senza pensarci due volte. Vedo subito del movimento sul fondale e poi sento il pesce in canna, anche questo è allamato.

Lavoro di forza per portarlo verso l’alto avendolo allamato in prossimità del fondo. Probabilmente esagero, chiedendo troppo al piccolo 7 lb di fluorocarbon che mi abbandona con il pesce a meno di un metro dalla riva. Il dispiacere più grande è quello di aver lasciato quel magnifico pesce con un amo in bocca.

Mi mangio le mani perchè so benissimo che è preferibile tagliare il filo e rifare il nodo dopo aver messo a segno una cattura di peso come quella precedente, ma la foga del momento era così tanta che non ci avevo neppure pensato. Eppure questa banalità mi ha fatto perdere un pesce decisamente importante. Se fossimo stati in gara, un pezzo del genere avrebbe fatto sicuramente la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Bisogna sempre riflettere sulle scelte che facciamo quando siamo in pesca.

A riconferma della giusta norma del dover rifare il nodo, poco più in là il mio socio allama nuovamente lo stesso big di prima (lo aveva costantemente tenuto d’occhio per vedere se tornava sul luogo del misfatto), questa volta il combattimento è più lungo e riesco ad arrivare sul posto per vedere il bellissimo pesce saltare e rompere anche questa montatura. Non basta rifare i nodi dopo una cattura, ma anche dopo un combattimento o un incaglio è buona norma controllare lo stato del nostro filo.

Decidiamo di cambiare zona prima di andarcene e ho la possibilità di riprovarci. Questa volta il nuovo worm innescato a wacky non mi delude e mi permette di portare fuori un nuovo pesce anche questo di misura eccezionale.

La giornata si conclude così, con due bellissime catture e la voglia di ritornare il giorno dopo per riprovarci, ma è meglio non stressare troppo questi bellissimi pesci.
Resta anche l’amaro per quei due pesci scappati con l’amo in bocca e la speranza che siano riusciti a liberarsene senza troppi problemi.

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